I Big Empty nacquero nell'inverno del 2000, quando la frequentazione assidua tra cinque amici fece sorgere la voglia di creare un’idea musicale comune. La fusione è il frutto di una lontana conoscenza, preesistente al progetto musicale.
Inizialmente il gruppo decise di proporsi come ‘cover band’, interpretando un repertorio grunge in versione acustica, con la batteria che si alternava a percussioni manuali: Pearl Jam, Nirvana, Stone Temple Pilots, Alice in Chains, David Bowie, Radiohead, ma anche un accenno all’hard rock di Deep Purple e Led Zeppelin e alle sonorità ‘progressive’ dei Jethro Tull.
Dopo le prime prove in sala iniziò un periodo fatto di serate nei locali della Capitale, fino al momento della svolta musicale.
Intorno al 2005 i componenti del gruppo decisero di abbandonare la strada delle cover, alla lunga ritenuta all’unanimità meno gratificante, per iniziare un nuovo percorso: quello della musica originale, scritta e arrangiata al 100% dai Big Empty.
Idee passate e nuove hanno iniziato a fondersi formando un primo repertorio, che ancora oggi è in fase di profonda evoluzione.
Le esecuzioni grunge acustiche sono state sostituite oggi da un sound elettrico più aggressivo, in parte derivato dall’hard rock e dalla progressive, in parte crediamo da sonorità più moderne.
I Big Empty continuano a suonare con passione, consci dei propri limiti, come il grande Socrate (che era straordinariamente consapevole di non sapere) e convinti che la propria forza sia nel gruppo, nell'amicizia che unisce Alessandro, Andrea, David, Fabio e Marco, che suonano prevalentemente per passione piuttosto che per un fine ultimo.
Questa coesione di intenti consente di andare aldilà delle esigenze modernamente considerate come discografiche, con brani contenenti assoli, riflessioni, talvolta ridondanze, senza timore che ciò possa significare necessariamente una nota negativa.
2011:
Oggi, dopo una separazione assolutamente serena con il batterista e amico Marco, alla batteria siede Gaetano Nappi, percussionista partenopeo con impostazione jazz e classe da vendere.
Per questo motivo i Big Empty hanno iniziato un nuovo percorso basato sull'arrangiamento dei brani classici del gruppo e sulla ripresa di alcune cover ritenute di interesse e piacere comune.
Buon ascolto.
Victor Hugo (1802-1885):"La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio."
LA STORIA SEMISERIA
GLI INIZI: i Big Empty nacquero nell'inverno del 2000, quando la frequentazione assidua tra i cinque giovani musicisti portò alla decisione di unire le forze per creare un nuovo progetto musicale.
Inizialmente le prove si svolgevano in una saletta buia, scomoda e stretta della Capitale. Le condizioni igieniche e sanitarie erano assolutamente precarie. La temperatura media della sala, intorno ai 12°, era accompagnata da un tasso di umidità del 98%, equiparabile solo alle sale prova sommerse del centro di Venezia. Ma un'altra terribile caratteristica contraddistingueva quella malsana sala prove: la forma irregolare a "L", che non permetteva a tutti e cinque di vedersi contemporaneamente. La disposizione era solitamente tale che il cantante Fabio non potesse mai vedere il batterista Marco, mentre il bassista David spesso non vedeva il chitarrista Alessandro, il quale a sua volta non vedeva il suo collega Andrea, che vedeva soltanto il mixer. A volte alcuni ospiti hanno fatto visita ai Big Empty, in quella sala, ed hanno espresso tutto il loro rammarico per una condizione tanto misera.
Ma il proprietario della sala pretendeva poche lire, questo era ciò che contava. A volte l'anziana e antiestetica nonna del proprietario si affacciava sulla lunghissima e misteriosa rampa di scale che sovrastava la sala e, terrorizzando musicisti e ospiti, biascicava strane e gutturali parole. Dopo le prime prove dal vivo intorno al Marzo del 2001 (indimenticato l'esordio al terzo Millennio di fronte ad un pubblico ristretto ma esperto), tutto cambiò poichè i cinque ragazzi, avendo a disposizione i primie importanti budget, cominciarono a volere di più e trovarono una buona sala prove nei pressi di Viale Marconi. Parquet a terra, frigobar con birre disponibili e possibilità di registrare i propri pezzi. C'era persino il bagno, e questo, rispetto all'esperienza precedente, era un vero lusso. Lo spazio poi non mancava e le condizioni igieniche erano accettabili. Lo spirito del gruppo si rinnfrancò ed una nuova linfa iniziò a scorrere...
L'EPOCA D'ORO: iniziò un periodo d'oro, fatto di serate selezionate con grande successo di pubblico e di critica, con i fans impazziti a tampinare i cinque ragazzi, che dovettero inziare a condurre una vita più attenta e riservata. Ancora oggi, nei circuiti commerciali alternativi, circolano bootleg e filmati inediti di quelle serate. Tutti ancora ricordano i concerti del Coetus e del Kokopelly. Nessuno dimenticherà mai il chitarrista Alessandro che non salì sul palco alla ripresa dopo la pausa, con il bassista David che andò su tutte le furie. Nessuno scorderà le sbornie del chitarrista Andrea e i controcanti del batterista Marco. Il cantante Fabio, dal canto suo, vive ancora della gloria di allora.
SE LA FINE VOLESSE DIRE INIZIO? Ben presto la gloria si trasformò in confusione, i cinque ragazzi, assaggiato il successo, iniziarono ad alzare le pretese e rapidamente i manager cominciarono a voltar loro le spalle. La legge del Jet-Set non va mai sottovalutata: "oggi ci sei domani chissà...".
Per fortuna però i giovani musicisti non si sono persi d'animo e dopo un ingiustificato periodo di assenza dalle scene tornano oggi con un nuovo progetto, modificato nella sostanza e nella forma.
Le esecuzioni grunge acustiche vengono oggi sostituite da un sound elettrico più aggressivo ispirato agli anni '70. Chitarre distorte, batteria dirompente, voce strillata, basso a strappo. Rock e Hard-Rock: queste le caratteristiche che fanno della Band romana... una band, senza presunzione, senza voli pindarici, senza assurde autocelebrazioni.
I Big Empty vanno avanti, consci dei propri limiti, come il grande Socrate (che era straordinariamente consapevole di non sapere) e convinti che la propria forza sia nel gruppo, nell'affiatamento straordinario che si crea quando suonano, nella voglia che hanno di divertirsi... senza più fine... da veri Big Empty.
2011, UN NUOVO CORSO: E' iniziato un nuovo corso, forse quello della maturità. Solo la storia saprà giudicare.